Paperback writer

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Paperback writer - paperback writer

Dear Sir or Madam,
will you read my book?
It took me years to write,
will you take a look?
It's based on a novel by a man
named Lear
And I need a job, so I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

It's the dirty story of a dirty man
And his clinging wife
doesn't understand.
His son is working for the Daily Mail,
It's a steady job but he wants to be a paperback writer,
Paperback writer.

Paperback writer

It's a thousand pages,
give or take a few,
I'll be writing more in a week or two.
I can make it longer
if you like the style,
I can change it round and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

If you really like it
you can have the rights,
It could make a million
for you overnight.
If you must return it,
you can send it here
But I need a break and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

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lunedì, 25 settembre 2006
Battista al Giro d'Italia

 
Da Milano a Vicenza, 14 maggio 1932
 
Ore 6,30   Quando il mio vecchio servitore Battista è venuto a picchiare alla porta della mia camera all’albergo di Milano e a dirmi: «Signore, la bicicletta è pronta», sono saltato dal letto. Povero Battista! Raro esempio di fedeltà, ha voluto seguirmi, anche lui in bicicletta, in questo Giro d’Italia. Alla sua età, pena un poco a tenermi dietro, soprattutto a causa dei suoi bianchi favoriti (basette, ndr), che fanno resistenza al vento.
Gli altri giornalisti dormono ancora. Vergogna! Essi seguiranno in automobile il Giro. Dovrebbero prendere esempio da me. Invece, vogliono viaggiare con tutti i comodi. Ce n’è perfino uno, un francese, che viaggia con un grosso baule. Quando ieri sera l’ho visto, ho pensato, nel primo momento, che ci fosse dentro una donna tagliata a pezzi. Ma poi ho saputo che il collega d’oltre Alpe cambia un vestito ogni cinque o sei ore, dal cappello alle scarpe. Evidentemente, deve aver portato tutto il suo guardaroba. Non mi nascondo che forse è una pazzia, questa che faccio, di seguire in bicicletta il Giro. Tanto più che incontro qualche difficoltà a scrivere pedalando. Ma semel in anno (una volta all'anno, ndr).
     […]
 
 
Il pasto delle belve
 
Ore 7   Avevo spesso sentito dire che i campioni dello sport, prima d’una importante competizione, evitano di empirsi lo stomaco; m’era stato parlato di regime rigoroso, qualcuno aveva accennato alle uova da bere e qualche altro mi aveva sussurrato le parole: brodo in tazza. Talché, su questo argomento, m’ero fatta una idea abbastanza precisa e, ritenendola definitiva, non me ne occupavo più.
Da questo punto di vista vivevo, posso dirlo, tranquillo.
Quand’ecco che oggi la mia opinione riceve un colpo formidabile, dal quale temo che non potrà risollevarsi mai più. Sono di nuovo in alto mare, quanto a cognizioni circa il regime alimentare dei campioni, e le mie idee su questo argomento si sono terribilmente confuse. Trovo i campioni in un luogo che – a giudicare dalla scritta sulla entrata – ritengo essere una trattoria, la quale si vuol raccomandare particolarmente agli amatori della cucina toscana.
I corridori non si occupano di gomme, né di pedali e nemmeno di sellini; si occupano di grossissime bistecche, di cotolette dalle proporzioni impressionanti, di sfilatini di pane e di cosciotti di capretto arrosto.
Sono le sette del mattino. Milano si sveglia piena di fervore nel pulviscolo d’oro del sole, ma già alla «Fiaschetteria Toscana» di via Vittor Pisani la giornata è piuttosto avanti: giganteschi ossi scarnificati, costole spezzate, femori sanguinolenti e tibie infrante giacciono nei piatti, davanti a vigorosi giovani dalle maglie a vivaci colori e dalle gambe nude.
Ore 7,30   I corridori, terminato il pasto, si affidano alle cure d’amici e colleghi. Non si tratta di allenamenti o massaggi, ma semplicemente di panini: i corridori si fanno imbottire le maglie di panini a loro volta imbottiti. Dove è un poco di spazio libero, là viene ficcato un panino, o due, o tre, secondo la disponibilità, davanti e di dietro.
Ore 8   Uscendo dalla trattoria i ciclisti paiono forniti di formidabili muscoli e misteriosi rigonfiamenti in tutte le parti del corpo: petti quasi da nutrici, anche straordinariamente procaci, quarti posteriori dalle prominenze incredibili.
Battista s’è ficcato nella maglietta un panettone di Milano, e mi segue verso il controllo di partenza, pedalando con l’usata dignità.
    […]
Achille Campanile

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 21:24 | link | commenti
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citazioni

venerdì, 22 settembre 2006
Esse est percipi

«Le cose esistono solo se percepite»
                                          
                                             George Berkeley

Gianni Riotta è il nuovo direttore del Tg1. Ma perché se ne parla tanto? E perché è importante?
Vediamo.. Circa 18 milioni di persone guardano tra le 19 e le 21 i telegiornali della sera. Il Tg1 mediamente nell’edizione delle 20.00 viene seguito da più di 4 milioni di telespettatori. La televisione informa oltre 40 milioni di italiani ogni giorno, una nazione o poco meno. Insomma, gli italiani sanno cos’è il mondo, cosa esiste, cosa non esiste e come comportarsi nella vita di tutti i giorni attraverso i telegiornali: hanno paura, gioiscono, si interessano o disinteressano (e a questo piuttosto che a quello) guardandolo alla tivvù. I telegiornali segnano la linea di confine tra il bene e il male per l’uomo di oggi. Dal povero al riccone, i meno istruiti in maggior numero rispetto ai più colti.
Eppure durano 20-30 minuti, perciò al netto di sigle e lanci del conduttore le singole edizioni si possono occupare solo di una decina di notizie, ognuna trattata in due minuti al massimo. Dal 21 settembre 2006 Gianni Riotta deciderà mattina, pranzo e cena quale decina di fatti sono degni di diventare notizie per i nostri occhi e le nostre orecchie (e come bisogna occuparsene) alla guida del giornale più importante della televisione italiana, trasmesso della prima rete pubblica sin dal lontano ’54. Arrivare alla direzione del primo telegiornale della Rai non è da poco.
Riotta, nato a Palermo proprio nel ’54, è stato già direttore e inviato de La Stampa, nonché inviato negli Stati Uniti e vicedirettore (ancor oggi) del Corriere della Sera. Succede a Clemente J. Mimun, in carica dall’aprile 2002, dopo settimane di polemiche intorno e all’interno del Consiglio d’amministrazione Rai.
La televisione di Stato presa di mira recentemente anche da Beppe Grillo. Qui, infatti, potete trovare l’albero genealogico composto di parentele più o meno importanti di qualche centinaia dei suoi 11 mila dipendenti. Arrivare alla Rai non è da tutti.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 17:26 | link | commenti
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cronaca

La Topolino Amaranto

Oggi la benzina è rincarata
E' l'estate del quarantasei
Un litro vale un chilo d'insalata
Ma chi ci rinuncia
A piedi chi va?
L'auto che comodità!


                         Paolo Conte

Quanto costa la benzina oggi?
L’instabilità senza prospettive della situazione mediorientale vale una certezza: ogni mese di più. Il valore oscilla dall’1,20 al litro della diesel più conveniente allo sfiorato 1,50 della verde senza piombo in alcune città italiane, tra cui Napoli. Chi può preoccuparsi meno quando la spia arancione fa capolino sul cruscotto dell’automobile sono i proprietari dei veicoli alimentati a GPL, perché con circa la metà del denaro, dai 65 cent in su, rinfrescano il serbatoio di almeno un litro di carburante. Se trovate conveniente il prezzo del Gas Propano Liquido e avete sentito parlare delle future possibilità di alimentare le vostre macchine con un altro gas, l’idrogeno, che alla faccia di benzina e pure del GPL è presente in abbondanza nell’universo, allora vi interesserà sapere che..
Dal 30 agosto lungo la costa sud occidentale della Norvegia, ad Oslo, potreste trovare combustibile per i vostri denti. Certo se aveste un mezzo da alimentare a idrogeno dovreste ancora spendere molto in comune benzina per arrivarci, 2317 km da Roma. Qui però un’intera autostrada, la Oslo-Stravanger, entro il 2009 ne sarà servita e ad ogni modo il primo distributore del gas è già in funzione.
Nel frattempo autobus a idrogeno sono in fase di sperimentazione e il progetto norvegese “Hynor” conta di trasformare al più presto taxi, macchine private e la maggior parte dei sistemi di trasporto esistenti nella penisola scandinava all’occorrenza. Risparmio energetico e abbattimento di emissioni di anidride carbonica le parole d’ordine. Prima o poi riusciranno a risparmiare anche i comuni cittadini.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 17:08 | link | commenti
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esteri, scienza e tecnologia



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