
Io partirei da una maniera di interrogare le parole fantasiosa: trovarne il senso considerandole acronimi. Composizioni di lettere che cullano un significato composito eppure singolare (quando trampolini “iniziali” di altri mondi..).
“Europei” diventa così l’incipit di un’identità in tensione (perché posso decidere domani di pensarla diversamente, in accordo allo svolgersi della storia): un ottetto di parole alla base del Dna.. europeo, per un piccolo europeo come me.
Piccolo come giovane, al cospetto di una principessa dalla storia mitica, quella della pur detta, ma sempre con rispetto, “vecchia” Europa.
Veniamo al dunque. Gli Europei siamo:
Elefanti – Che storie le nostre storie: sono diventate le storie di tutti. Di America, Asia, Africa e Oceania. Ingombranti, no?!
Utopici – Le rivoluzioni ci hanno infiammato come bengala a capodanno.
Romantici – Capaci di grandi passioni, siamo tutti minimamente poeti. Così portiamo le nostre donne a Parigi, sulla Tour Eiffel. Poi se ne abbiamo avute tante ammortizziamo i costi facendo le guide.. a Parigi, sulla Tour Eiffel.
Orgogliosi – Della nostra particolare provenienza. Ok Europei, ma oh, sono italiano! Francese! Inglese! Tedesco! Portoghese! Polacco! Svedese!.. e così via.
Pensosi – Ci siamo messi tanta paura da soli nel secolo scorso. Così il tempo che possiamo, usualmente lo prendiamo e lo passiamo a riflettere. Mentre gli altri giocano “agli indiani”.
Quindi, dopo tanto riflettere, partecipiamo in ordine sparso.
Esseri - Siamo
Internazionali – Siamo sempre “Italiano! Francese! Inglese! Tedesco! Portoghese! Polacco! Svedese!.. e così via”, ma anche europei: internazionali non potremmo non esserlo.
Saranno trent'anni che passo da qua
E adesso fai finta di non riconoscermi
Ma guarda la gente che salti mortali che fa
E quanti nani sui trampoli..
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 12:15 |
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commenti, esteri
Io sono un portatore sano di sicuro precariato
E anche nel privato resto in prova.
E ho un incarico a termine, lo so.
Ma ho, molta volontà, non c’è pericolo..
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La legge Finanziaria, secondo un sondaggio commissionato da
Repubblica a Ipr Marketing, produce i suoi effetti. La maggioranza vede la popolarità dei propri uomini politici diminuire dai 20 ai 7 punti percentuali: i ministri innanzitutto (di Economia, Istruzione, Salute e Welfare soprattutto).
L’opposizione, Berlusconi in testa, che, come si sa, ha saputo costruire le sue fortune grazie ai sondaggi, non si lascia sfuggire la buona occasione e scende in piazza dei Signori a Vicenza, a proclamare la morte del nuovo governo in carica da neppure sei mesi. Tra fischi all’inno nazionale e al presidente del Consiglio, Romano Prodi – raffigurato peraltro come un Pinocchio dal naso lungo e i giunti lignei, al centro della scenografia – si fa notare l’assenza dell’Udc e dei suoi leader, Cesa e Casini. L’ex presidente della Camera fa sapere di preferire “la proposta, alla protesta” mentre Follini (un anno fa ancora segretario del partito) da ormai ex amico di Casini e fuoriuscito in sottile polemica dall’Udc proprio per il legame troppo stretto con Berlusconi, fonda a Napoli l’“Italia di Mezzo”.
Ottantaseiesimo partito d’Italia, come ricorda un inviato delle Iene riuscito a raggiungere il palco per ringraziare tutti della nascita di questo nuovo soggetto politico: “Quello che ci voleva, che ci mancava in Italia”. Distanziandosi in ugual misura dai due poli per intercettare la parte di elettorato convinta, ma non fino in fondo, della proposta politica degli uni e degli altri, il sogno ambizioso e complesso di Follini sarebbe quello di ricostruire prima di tutti un nuovo grande centro, un ago della bilancia simile alla democrazia cristiana dei tempi andati. Ma i tempi, oltre che andati, è in dubbio siano maturi.
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 10:21 |
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politica
I gatti hanno sette vite? Rambo sei, per ora.
Era stato annunciato il ritorno nel 2007 della serie di film che consacrarono negli anni ’80, dopo il successo di Rocky, Sylvester Stallone come stella di prima grandezza del cinema americano. First Blood (titolo originale del primo Rambo) fu presentato nelle sale nel 1982, mentre l’ultimo Rambo era stato il terzo (1988).
Di
Rambo IV, il nuovo capitolo della saga, era stata approvata nell’aprile del 2005 una prima sceneggiatura. L’ennesima avventura avrebbe dovuto vedere un ormai maturo John Rambo alle prese con la minaccia terroristica, in difesa delle Nazioni Unite e con la complicazione di un irrequieto figlio adottivo. Ad ottobre Rambo aveva già cambiato vita: avrebbe dovuto salvare una giovane ragazza rapita. Quest’anno, a luglio, l’ultimo cambiamento di copione e l’annuncio in questi giorni della data di inizio delle riprese, in gennaio. Rambo questa volta fa sul serio ed è finito in Birmania a capo di una spedizione che ha il compito di salvare un gruppo di volontari presi in ostaggio dai “cattivi”. Troverete
qui (in inglese) l’aggiornamento dei diversi cosiddetti, in gergo cinematografico, “trattamenti” di sceneggiatura.
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 18:30 |
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cultura e spettacoli

Libero,
Il Giornale e poche altre testate nazionali sono regolarmente in edicola nonostante lo sciopero dei giornalisti proclamato dalla
Federazione Nazionale Stampa Italiana. Ci informa l’home page dell’altrimenti detto Sindacato Unitario dei Giornalisti Italiani: «Restano confermati gli scioperi dei giornalisti dei quotidiani, delle agenzie di stampa e del web per oggi 6 ottobre, e quelli dei giornalisti delle televisioni e delle radio nazionali, pubbliche e private, per oggi 6 e sabato 7 ottobre». In bella vista, il sito web segnala al lettore i giorni trascorsi dalla scadenza del contratto di lavoro della categoria: 586 giorni.
Il comitato di redazione della Repubblica si distingue per fermezza: per protestare contro l'aumento della foliazione del giornale nei giorni precedenti allo sciopero, con l’obiettivo di non perdere la pubblicità altrimenti saltata, i giornalisti di Repubblica scioperano per tre giorni consecutivi, cioè già da ieri.
Non me lo faccio ripetere due volte, incrocio le braccia e le gambe e “Aug!”, anch’io, nel mio piccolo dico: che sciopero sia.
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 22:56 |
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cronaca