
Good Night And Good Luck
15 anni fa, pomeriggio doposcuola cosa si fa
di lunedì su un divano ingenuo, avanti, crepa così
perché sei un pesce piccolo, un attore di serie B
e comunque un pesce piccolo
catturato nella trama del fottuto telefilm
Ce n’è per tutti: bambini all’asilo che vengono “scotchati” sulla bocca se piangono, alla sedia se si muovono, perché ritenuti scoccianti dalla maestra (che tiene venti rotoli di adesivo di scorta nell’armadietto); la supplente di matematica nell’aula di sostegno della scuola media alle prese con tre ragazzini mezzi nudi e altri due impiegati nel ruolo di guardoni; un ragazzo autistico picchiato al punto da farsela sotto in un aula di seconda liceo tra le risa generali della classe.
Solitamente il primo freddo porta con sé le agitazioni studentesche negli istituti d’Italia: occupazioni e autogestioni, assemblee permanenti o passeggere per migliorare le condizioni di studio, quelle di insegnamento. Quest’anno gli spunti di riflessione vengono dalle prime pagine della cronaca e non mancano: i ragazzi possono star tranquilli, per porre una questione all’ordine del giorno non gli toccherà perdere la testa.
Però non mi pare gli insegnanti abbiano meno motivi per lamentarsi (escludendo le supplenti ninfomani e le maestre amanti dell’art - con cui fanno - attack dei loro bambini, certo).
Perché ecco, l’innovazione tecnologica e lo spirito goliardico creano inconsapevole giornalismo, reporting vero, da non sottovalutare e con cui, come nel caso del video in cui il ragazzo autistico viene molestato in classe, gli stessi colpevoli finiscono con l’autodenunciarsi. Approfittando di youtube (società non a caso appena acquisita da google per 1.65 miliardi di dollari, prima che valesse dieci volte tanto), un sito che permette a chiunque di pubblicare i propri video privati in rete, vi mostro perché penso che quest’anno a incrociare le braccia dovrebbero essere i professori, piuttosto che gli studenti:
Tuttoooooooooooo!
Miao.
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 14:05 |
link
| commenti (2)
Da oggi disponibile anche su
YouTube!
citazioni, intervalli
I'd rather dance with you than talk with you
So why don't we just move into the other room
There's space for us to shake, and hey, I like this tune

Preferirei ballare con te piuttosto che parlare
Perciò, perché non ci spostiamo giusto nell'altra stanza
Lì c'è posto per muoversi e ehy, quest melodia mi piace
Da 18 stagioni ininterrotte I Simpson spopolano in America e, pur se lentamente, arrivano a sciogliere in gustoso divertimento il dopopranzo del telespettatore italiano medio. Alle 14 e 30 su Italia1 gli episodi, ad eccezione degli special, hanno una durata netta di nemmeno mezz’ora.
Presto la delirante vita di Springfield, vissuta attraverso la disastrosa famiglia Simpson, finirà sul grande schermo per un lungometraggio di circa un’ora e mezzo. Stanotte in America andrà in onda il primo trailer disponibile di un film d’animazione fuori dalla norma, come I Simpson, del resto, nella tivvù a cavallo tra XX e XXI secolo. Umorismo spiazzante, candidamente volgare e politico, violento e unico. Eppure prima South Park con un’impostazione differente, poi Family Guy con un progetto simile (non a caso trasmesso come “I Griffin” in Italia) hanno trovato fortuna, seguendo la rotta aperta dalla serie di Matt Groening.
La sceneggiatura di The Simpsons Movie che dovrebbe arrivare nei cinema americani nel bel mezzo della stagione estiva come si conviene alle pellicole di maggior interesse, sarà affidata alle firme più prestigiose degli episodi più memorabili e divertenti della longeverrima serie.
Ai fan prenderà la stessa eccitazione che prendeva Bart e Lisa alla notizia che il primo film di Grattachecca e Fichetto (Itchy and Scratchy: The Movie)sarebbe arrivato al cinema di Springfield. E guai a farsi mettere in castigo da Homer il giorno della prima!

Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 11:29 |
link
| commenti
Da oggi disponibile anche su
YouTube!
cultura e spettacoli
Scusa se
Anche questa notte voglio stare a casa,
E' una scusa un’altra volta.
Scusa se
Anche questa notte voglio stare a casa..
Devo salvare il mondo!
Amari

In una settimana densa di assassinii, spari e pianti mescolati a dibattiti, discorsi e comizi, tutti sembrano orribilmente d’accordo su un punto: battere il ferro finché è caldo.
Le trasmissioni radiotelevisive e i giornali cavalcano le notizie che si susseguono (ma sempre l’han fatto da almeno un decennio) e prima che sia tardi i meglintenzionati, tra i becchini di turno, intervengono a manifestare il proprio impegno, mentre camorristi e poveri diavoli la loro parola la spendono in strada, lontani da salotti inutilmente illuminati con filtri magici.
Solo a intervalli irregolari le palpebre pesanti d’Italia si spalancano e guardano il sangue. Poi si richiudono.
Chi vive a Napoli, gira per Napoli, lo sa e continua ad attribuire e mostrare poco valore alla vita sua.. per viver a cuor leggero la realtà e non dolersi dei guai.
Solo una lettera onesta e civile, scritta a Padova da Loris Palmerini , pubblicata su la Repubblica il giorno dei morti vale la pena di una sottolineatura prima di tornare a dormire.
La soluzione per Napoli non è l’arrivo dell’Esercito. Al contrario di quello che si crede, il sindaco Giuliani a New York non fece alcuna massiccia operazione di polizia, semplicemente cominciò a non far più tollerare il mancato pagamento del biglietto della metro. In seguito multò chi sporcava la città, e via via tutte le piccole infrazioni. Così operando si registrò un calo degli stupri e degli omicidi.
A Napoli bisogna sì mandare poliziotti per le strade, ma a multare quelli senza casco, a ritirare le patenti a chi passa con il rosso. Eliminare gli abusivi dei parcheggi, provvedere a far lavare le strade e multare chi non le rispetta, mantenere ordinate le fermate degli autobus e fare degli appostamenti e degli arresti contro i vandali, chi fuma nei bar, chi getta le carte a terra, chi disturba la quiete pubblica di notte e di giorno con marmitte fuori norma, chi non fa lo scontrino, chi evade le tasse.
Solo questo porterà alla diminuzione degli omicidi e alla eliminazione culturale della Camorra. Obbligati a pagare l’autobus e a fermarsi con il rosso non accetteranno più i camorristi che queste regole calpestano.
Una città civile è la prima dimostrazione di esistenza dello stato e di presidio del territorio. A New York come a Napoli.
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 12:04 |
link
| commenti
Da oggi disponibile anche su
YouTube!
commenti, cronaca

Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d'universo
mi sento un eroe a tempo perso
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sessso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arrichirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti
io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure
Rino Gaetano
Resta Vile Maschio Dove Vai
1979