
Infrazioni reiterate e continue al codice della strada per circolazione contromano, ecco cosa accade con disarmante facilità e naturalezza in alcune strade alla periferia est di Napoli, a San Giorgio a Cremano. Basta un semplice calcolo per fornire un indice di frequenza delle violazioni ai sensi vietati imposti dalla segnaletica sul territorio di questo Comune vesuviano grande poco più di quattro chilometri quadrati e abitato da più di 11 mila persone per ognuno di questi: dividere i contromano per il tempo di osservazione. Il risultato, documentato con una piccola videocamera, supera in alcune strade il veicolo al minuto e si tratta naturalmente di un indice di rischio. In parole povere e arrotondando per difetto i dati, una volta al minuto, due veicoli che non dovrebbero, si trovano invece improvvisamente l’uno di fronte all’altro, siano essi motorini, moto, macchine, carrette o persino pullman.
Entrando nello specifico a via Mazzini, poco distante dal centro cittadino in direzione Barra, più di una macchina al minuto e almeno un motorino ogni dieci imbocca da via San Martino lo stretto viottolo, supera un chiaro segnale di senso vietato e percorre almeno un centinaio di metri di strada opponendosi al senso di marcia vigente prima di arrivare all’ingresso di un complesso abitato e almeno 200 prima di ritrovarsi di nuovo nel corretto verso di guida. L’indice di infrazioni al minuto è pari a 1.12 in via Mazzini.
Spostando il punto di osservazione alla fine di via Manzoni verso l’allaccio autostradale dove la denominazione cambia in via Bartolo Longo, uno snodo principale per chi va e viene dalla città, i numeri non cambiano e contribuiscono a ogni ora del giorno a ingrossare il traffico dell’importante arteria stradale che attraversa, talvolta paralizza, il Comune vesuviano. Qui una semplice manovra di svolta a senso unico in via Tufarelli è resa difficoltosa dalle macchine che proprio da via Tufarelli invece di utilizzare la parallela, via Mormone, si arrischiano con regolarità in un contromano segnalato con largo anticipo da ben due cartelli. I veicoli si incrociano in un territorio che geograficamente appartiene al Comune di Napoli, tuttavia il divieto imposto parte sul territorio di San Giorgio a Cremano in via Tufarelli, dove il nostro indice di illegalità se possibile aumenta ancora e si possono osservare 1.65 infrazioni al minuto.
Potremmo considerarli due casi isolati, purtroppo a San Giorgio perfino nella piazza principale della città intitolata a Massimo Troisi, il concittadino di maggior prestigio, a pochi passi dalla circumvesuviana, macchine e motorini effettuano in uscita dal parcheggio della stazione e dal viale della Ferrovia un contromano più breve, ma più complicato e pericoloso incrociando ben due flussi di traffico pur di immettersi nella carreggiata opposta su via don Morosini ed evitare un noioso percorso alternativo. L’indice scende verticalmente a 0,19 infrazioni al minuto e aumenta la concentrazione di motoveicoli rispetto agli autoveicoli, restano però due contromano ogni dieci minuti con l’aggravante in questo caso di coinvolgere carreggiate separate. Il codice della strada prevede la decurtazione di quattro punti dalla patente per un contromano generico e dieci, più del doppio, in questo caso. Non solo, anche le pene pecuniarie raddoppiano: il minimo da 137.55 a 270.90 euro e il massimo da 550.20 a 1083.60 euro.
Nel riportare in Comune i dati relativi all’osservazione delle continue infrazioni, Francesco Saverio Barone, assessore alla sicurezza urbana della giunta di centrosinistra guidata da Domenico Giorgiano e in carica dallo scorso maggio si dimostra a conoscenza dei problemi attuali del dispositivo di circolazione del traffico cittadino, ammettendone le carenze: "Il piano di traffico è fermo, non viene approvato da dieci anni. L’abbiamo messo in agenda, ho chiesto di inserire in bilancio un nuovo piano. Ce n’è bisogno e c’è bisogno di una sua approvazione, è una delle nostre priorità”. Entrando nel merito l’assessore assicura per piazza Troisi “la massima attenzione in quanto cuore della città con la sua stazione”, riguardo via Mazzini informa di aver fatto richiesta per l’installazione di un semaforo quattro mesi fa e si impegna a sollecitare maggiore sorveglianza alle infrazioni al senso unico di via Tufarelli fin quando il nuovo piano traffico non ne deciderà il destino. Barone invita quindi i cittadini “a denunciare tali comportamenti. La sicurezza è insufficiente al momento, ma fa parte degli obiettivi del sindaco migliorarla, il problema è che questa amministrazione è stata bloccata dall’emergenza rifiuti, per questo chiedo anche la collaborazione di tutti e della cittadinanza”.
L'insufficienza dei controlli e l'irriguardo di alcuni cittadini rendono le cifre un mero esercizio matematico, occorrono le immagini per capire la pericolosità di una circolazione stradale troppo frequentemente fuorilegge.
Via Crucis mariglianese
I cittadini di Marigliano sfilano incappucciati per le strade, una singolare protesta richiamatasi alla simbologia della via Crucis per sottolineare il proprio rifiuto ad accettare la decisione del commissario straordinario De Gennaro che ha stabilito l’allestimento di una discarica nell’area di Boscofangone, un’area di depuratori. “Le istituzioni hanno messo una croce sul futuro di Marigliano” hanno dichiarato.
Coltelli di rabbia
Patteggiano la pena a cinque anni versando 30 mila euro ai due ragazzi che avevano rischiato di uccidere a coltellate i due diciottenni Dario Oliviero e Raffaele Mauriello, figli di esponenti dei cosiddetti “spagnoli” o “scissionisti” di Secondigliano. Era accaduto tutto un venerdì sera dello scorso anno a Chiaia, i due giovani violenti avevano inseguito fin dentro un locale e colpito con dieci e sei coltellate due coetanei. Uno dei due assalitori chiedendo collaborazione gridò: “Questo tiene il maglione troppo grosso, aiutatemi ad ucciderlo”.
Il passaggio dei miserabili
Un buco nel muro al piano terra della struttura ormai abbandonata, quella dell’ex liceo scientifico di San Giorgio a Cremano, permette giorno e di notte a chiunque di entrare nel vecchio prefabbricato in corso Umberto per sottrarre con il rischio di cedimento, le ultime suppellettili della struttura. Allertata dai residenti e dalla dirigente scolastica dell’adiacente scuola elementare Mazzini, la polizia ha promesso di intensificare il controllo della zona.
Mozzarella sotto controllo
I carabinieri ispezionano e perquisiscono le fattorie dove viene prodotta la rinomata mozzarella bufala campana. Caseifici e proprietari sull’orlo di una crisi di nervi, l’ipotesi di reato su cui lavorano gli inquirenti è avvelenamento di sostanze finalizzate alla produzione, commercio di prodotti adulterati e frode in attività commerciale. Si registra un inevitabile calo nei consumi, ma dalle maglie dei controlli finalizzati a tenere sotto controllo la concentrazione di diossina nella filiera produttiva sarà la qualità del prodotto, il palato e la salute del consumatore ad ottenere alla fine una tutela DOP. Intanto i produttori d’ora in avanti faranno bene a tenere gli occhi aperti e segnalare immediatamente roghi di sostanze sospette nelle vicinanze dei propri allevamenti, motivo degli attuali controlli.
Denunciare un’estorsione, meglio tardi
Due imprenditori di Grumo Nevano avevano ricevuto dieci anni fa in prestito da Giuseppe Laezza, legato al clan Moccia, quattro miliardi di lire e si erano impegnati ogni anno a versare alla famiglia Laezza 600 milioni. Fino allo scorso anno. Gli affari del settore, l’abbigliamento, vanno a rilento e gli imprenditori non riescono a pagare la quota pattuita, iniziano quindi gli episodi violenti di convincimento a pagare lo stesso il denaro e gli estorti lentamente si decidono a parlare, fino all’arresto nei giorni scorsi di Giuseppe Laezza e del fratello Tommaso, del nipote Giosafatte, di Francesco Invigorito e Salvatore Pacilio Giordano accusati di estorsione e associazione a delinquere di stampo mafioso.
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..convintamente dalla parte di Jules.
In difesa del lavoro
A Scampia una cinquantina di persone tra cui donne e bambini circonda e aggredisce una volante della polizia con tre agenti a bordo impegnati nell’arresto di due spacciatori. Un agente rimane contuso e uno dei due malviventi riesce a scappare. L’altro, Ciro Ardimento di 37 anni, ha 148 dosi di eroina con sé e viene condotto agli arresti.
Auto blu, mi piaci tu
Sospetti di abuso nell’utilizzo dei veicoli di servizio per diversi assessorati del comune di Napoli. La Procura indaga sulle trasferte in auto auto blu degli assessori in circostanze straordinarie rispetto alla normale attività amministrativa.
Sfratto istantaneo
Ha trovato la serratura della porta di casa sostituita e l’abitazione occupata da due estranei la signora Nunzia D’Ambrosio, 62 anni, residente in via Mosaici a Ponticelli. Era andata a trovare il figlio e solo dopo quattro giorni forze dell’ordine e autorità sono riusciti a restituirle casa.
Vandalia
Erano quattro ragazzini di 13 e 14 anni a lanciare sassi contro un treno della Circumvesuviana diretto verso Napoli e in transito nella stazione Leopardi a Torre del Greco. Finestrini in frantumi, due giovani donne ferite, così i quattro sono stati individuati e segnalati dai carabinieri al tribunale dei minori.
In Cassazione gli atti del processo Spartacus
Francesco Bidognetti e Antonio Iovine, i boss casalesi imputati e condannati in primo grado per delitti di camorra chiedono in appello che il processo venga trasferito in altra sede. Le motivazioni dell’istanza lette dal difensore Michele Santonastaso, infatti, accusano di scarsa serenità i giudici napoletani per un presunto tentativo di condizionamento da parte della Direzione distrettuale antimafia di Franco Roberti di concerto con il pubblico ministero Raffaele Cantone. Il quadro tracciato allude a una gestione strumentale dei pentiti e definisce giornalisti “prezzolati”, assoldati per fini strumentali dalla Procura, l’autore di Gomorra, Roberto Saviano, e la responsabile della cronaca giudiziaria del “Mattino”, Rosaria Capacchione.
Edito da Sandro
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L'opinione del nostro cliente:
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La Cnn e l’Ospedale del Mare
Un servizio della americana CNN mostra come l’Ospedale del Mare in costruzione a Ponticelli sia situato in piena “zona rossa”, quella a maggiore rischio sismico dell’anello vesuviano. L’informazione non è precisa: il cantiere rientra nella “zona gialla” detta a “pericolosità differita”, per 100 metri.
Portici violenta
In poco tempo la città di Portici è stata teatro di alcuni episodi di malavita sconcertanti: spari contro una camiceria in via Salute, con ipotesi di taglieggio, rapine a mano armata a due supermercati, l’ultima al Sisa in corso Garibaldi per un bottino di 6 mila euro, e ancora rapine violente di autoveicoli nelle strade.
Sommerse dai debiti le società miste sangiorgesi
Sono state messe in liquidazione la Mita e Città solidali, le società miste di servizi del comune di San Giorgio a Cremano gravate da un ammontare di debiti pari a 12 milioni di euro. La decisione è dell’attuale amministrazione di centrosinistra del comune vesuviano guidata da Domenico Giorgiano che, eletto nel maggio del 2007, punta ora il dito contro la precedente gestione delle due società.
Infiltrazione camorristica a Marcianise e San Cipriano
Proposta di scioglimento per infiltrazione camorristica dei consigli comunali di Marcianise, provincia di Caserta e San Cipriano di Aversa. La proposta del ministro dell’Interno Giuliano Amato scaturisce dai risultati delle relazioni stese dalle Commissioni di accesso nominate per analizzare documenti, atti e iniziative dei due comuni.
Si pensi solo che sette degli undici vigili di San Cipriano dal settembre del 2007 sono indagati per favoreggiamento alla camorra, peculato e concussione. Tra loro Giuseppe Iovine, fratello del boss latitante dei “Casalesi”: Antonio Iovine.
Parcheggiatore abusivo arrestato
È stato arrestato dai falchi della polizia, di passaggio in via Cinthia, Ferdinando Minopoli, parcheggiatore abusivo di Fuorigrotta che non avendo ricevuto alcuna ricompensa da un malcapitato studente universitario per vendetta gli aveva rotto lo specchietto retrovisore dell’automobile.
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 13:13 |
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Far west in corsia
Un disoccupato di Ponticelli di 32 anni, Omar Marino, entra nell’ospedale Villa Betania e fa fuoco prima contro un infermiere, rimasto colpito di striscio a una gamba, poi contro un agente di vigilanza, nella fuga. Arrestato a poche ore dalla sparatoria in corsia tra pazienti, visitatori e personale medico, ha spiegato le motivazioni del suo gesto alle forze dell’ordine: l’infermiere, Pasquale Patrone, abita nel suo stesso quartiere e dopo aver avuto una relazione con sua sorella rivendica la paternità di un bambino a detta dell’assalitore in modo ossessivo, bimbo riconosciuto peraltro legalmente dal marito della donna.
In carcere, accusato di duplice tentato omicidio, Marino ha spiegato inoltre di essersi procurato l’arma per strada dove gli era stata venduta dopo aver chiarito che l’avrebbe usata per “levare un torto” e non per altro.
Esce dal coma dopo quasi due anni
Una ragazza rumena di 22 anni il 10 luglio del 2006 era rimasta avvolta a Forio d’Ischia da una bandiera sventolata durante i festeggiamenti per la vittoria italiana ai mondiali, cadendo rovinosamente dal motorino su cui viaggiava e riportando diversi traumi oltre a un’emorragia cerebrale. Ha ripreso coscienza risvegliandosi questa settimana dal coma, all’ospedale Cardarelli.
Il grande fratello e il fratello minore
A San Giorgio a Cremano entra in funzione un sistema di videosorveglianza. Collegando una rete di telecamere su vasta scala, l’impianto ha il compito di tenere sotto controllo il territorio di ben sette comuni confinanti: Cercola, Massa di Somma, Pollena Trocchia, San Giorgio, San Sebasiano, Sant’Anastasia e Volla. Mentre il sindaco Mimmo Giorgiano pensa a incrementare il numero di obiettivi puntati sulle strade, il progetto realizzato dalla Siemens e finanziato dalla Provincia, nonostante un collaudo positivo, rivela alcune pecche: il centro di controllo non riesce a manovrare il supporto di alcune telecamere, tre dei nove obiettivi sangiorgesi rimangono a inquadratura fissa.
L’Antimafia e la Commissione parlamentare d’inchiesta
Antimafia: «È accaduto che porzioni anche apicali della pubblica amministrazione e della stessa struttura commissariale, in questa condizione di opacità istituzionale e politica, abbiano concluso con imprese collegate alla criminalità organizzata campana vere e proprie joint venture, consentendo a queste ultime di sfruttare i canali dell’emergenza rifiuti anche per i traffici illeciti di rifiuti speciali».
Commissione sul ciclo dei rifiuti: «Si incomincia dal 1994: da allora in Campania si mette su un commissariato che di straordinario ha solo i compensi e le consulenze, si aprono consorzi destinati spesso a realizzare vere e proprie joint venture con la camorra, si realizzano impianti di cdr che in realtà non fanno altro che imballare tal quale, si aprono call center, si differenzia la raccolta del denaro pubblico tra percettori improvvisati manager dei rifiuti».
Macchina murata viva, o quasi
Durante i lavori di ristrutturazione del Palazzo di Giustizia di Avellino, per rispettare i tempi di lavoro e non incorrere in una penale, la ditta appaltatrice, dopo inutili sollecitazioni affinché fosse spostata, ha murato una Fiat Croma all’interno del nuovo archivio del Tribunale. Spazio adibito a garage in precedenza.
Edito da Sandro
Di Domenico © per il web alle 13:08 |
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