Paperback writer

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Paperback writer - paperback writer

Dear Sir or Madam,
will you read my book?
It took me years to write,
will you take a look?
It's based on a novel by a man
named Lear
And I need a job, so I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

It's the dirty story of a dirty man
And his clinging wife
doesn't understand.
His son is working for the Daily Mail,
It's a steady job but he wants to be a paperback writer,
Paperback writer.

Paperback writer

It's a thousand pages,
give or take a few,
I'll be writing more in a week or two.
I can make it longer
if you like the style,
I can change it round and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

If you really like it
you can have the rights,
It could make a million
for you overnight.
If you must return it,
you can send it here
But I need a break and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

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The Beatles

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lunedì, 07 luglio 2008
Luci a Poggioreale

Le immagini delle corse clandestine che si corrono ogni sabato nell'immediata vicinanza della stazione di Napoli. A due passi dal Centro direzionale e dal cimitero di Poggioreale, in via De Roberto. Cavalli lanciati in mezzo a cortei di motorini, tra urla e clacson a folle velocità per oltre un chilometro. Un chilometro di strada groviera, asfalto coi buchi.
A volte i calessi tornano indietro e ripartono, altre volte continuano pericolosamente la sgroppata in stradine ancora più strette mettendo a rischio l'incolumità dei passanti.

NB. Se non hai chiesto un invito dalle pagine di Youtube per la visione, il video inserito in questa pagina risulterà irreperibile. Puoi sempre richiedere il libero accesso ai video se hai un account Youtube, segnalando l'utente "SandroDiDomenico" come amico. Altrimenti, più semplicemente, per i video venduti e pubblicati dal CorriereDelMezzogiorno(.it) ti basterà seguire i link apposti all'interno degli articoli o leggere più assiduamente il giornale online :)

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sabato, 28 giugno 2008
Premio Troisi. Lingue, culture, continenti

Il calendario. Lunedì 30 giugno sarà Paolo Caiazzo, l'irriverente "Tonino Cardamone" di Zelig e Colorado café live, a movimentare con la sua verve comica la serata inaugurale del Premio Massimo Troisi. Il tradizionale appuntamento delle estati napoletane con il sorriso, l'Osservatorio sulla comicità lanciato nel 1996 a un anno esatto dalla scomparsa prematura dell'attore, è giunto ormai alla tredicesima edizione. La kermesse prevede sette giorni ricchi di eventi, dedicati con mostre ed esibizioni dal vivo a letteratura, teatro, cinema e musica. Cornice abituale della manifestazione, la splendida Villa Bruno di San Giorgio a Cremano, città natale di Troisi, settecentesca dimora reale e Palazzo della cultura vesuviana. Il palcoscenico sul quale nelle scorse edizioni si sono avvicendati tra gli altri Beppe Grillo, Renzo Arbore e Lucio Dalla, quest'anno ospiterà oltre a Caiazzo, anche Francesco De Gregori, Tony Tammaro, Lina Sastri e Anna Tatangelo.

Il profilo internazionale. Le nobili stanze della "foresteria" di Villa Bruno invece, hanno accolto già da qualche giorno nove giovani provenienti da tutto il mondo. Un convivio di lingue, religioni e culture diverse arrivati da Corea, Giappone, Turchia, Spagna, Francia e Slovacchia a far rivivere i saloni di un'aristocratica residenza abitata usualmente dai soli addetti alla sicurezza. Otto ragazze e un ragazzo impegnati in attività di accoglienza e relazioni col pubblico che consentiranno al Premio di interagire con visitatori ed enti di otto differenti idiomi. Un progetto finanziato dell'assessorato alle Politiche giovanili del comune vesuviano e realizzato dalla YAP ("Youth Action for Peace"), organizzazione impegnata nei cinque continenti in interventi di educazione alla pace e scambi culturali.

Per informazioni: 081 565 43 64
Biglietteria eventi. 081 565 43 65
Orario: 9:00-13:00 / 17:00-19:00

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venerdì, 20 giugno 2008
Radiohead a Milano * You used to be alright

Hanno incantato l’Arena civica di Milano per le due date italiane dell’In Rainbows tour, i Radiohead. Concerti finiti “sold out” in poche ore che hanno mosso dagli angoli della penisola i devoti della band inglese, decollata da Oxford all’inizio degli anni Novanta alla conquista del panorama rock mondiale. Post-punk, alternativo, elettronico, qualsiasi cosa sia stata e sarà l’evoluzione della ricerca artistica di Thom Yorke, Jonny e Colin Greenwood, Ed O’Brien e Phil Selway. I Radiohead mancavano in Italia dal 2003, anche per questo motivo, quello milanese, era un appuntamento da non perdere per i 18 mila presenti a ciascuna delle due serate. L’appuntamento con un’ideologia musicale. Capace di segnare un’epoca ed essere ancora in continua evoluzione, dal classico Pablo Honey all’ultimo lavoro, distribuito in Rete.
Per poter assistere a uno spettacolo simile si comprano biglietti con mesi di anticipo - il dicembre dell’anno prima in questo caso - per poi aspettare pazienti, tenendo da qualche parte i lasciapassare fino alla data fatidica. Scoprendo magari che lo stesso giorno, alla stessa ora, la Nazionale giocherà una partita decisiva agli Europei. Il tutto mentre rivolti casa come un calzino perché non ricordi nemmeno più il tuo biglietto dove diavolo l’hai messo. Alla fine il gran giorno arriva e anche dalla pioggia sempre in più insistente, dal pantano di fango dell’Arena milanese, emergono arcobaleni. I colori degli antipioggia a buon mercato e degli ombrelli. Due bandiere tibetane sul palco lasciato vuoto dal gruppo spalla, i Bat For Lashes, che si popola lentamente di lunghe sonde pendenti dall’alto, di diversa lunghezza. Quando gli strani aggeggi si illuminano di luci tutto passa in secondo piano, perdendo terreno, lasciando spazio finalmente ai pezzi di In Rainbows, inchinandosi alla voce di Thom Yorke e alle note dei Radiohead. “15 Step” ai primi posti della scaletta d’esecuzione in entrambe le serate. Riprese da piccole telecamere, rimbalzano in un grande maxischermo alle spalle del gruppo e in due piccoli rettangoli ai lati del palco, i dettagli delle mani frenetiche sugli strumenti e le facce. Le immagini accompagnano il fluire preciso dei suoni. Lasciando da parte Pablo Honey, oltre alle canzoni dell’ultimo, tutti i dischi contribuiscono alla tracklist con almeno due scelte. Il 17 giugno spiccano “My Iron Lung”, “Lucky”, “Pyramid Song”; il 18 “Just”, “Airbag” e “How disappear completely”. Sembrano propagarsi da un’altra dimensione tra i giochi di luce prodotti dall’illuminazione e rifranti dalle telecamere, le melodie, i ritmi dei Radiohead, nonostante i decibel fin troppo controllati lungo le due ore e passa di concerto. Yorke al di là della voce sembra elettrico, se necessario interrompe “Faust Arp”, per poi riprenderla, pur di ottenere dalla gracchiante security in servizio sotto il palco l’adeguato silenzio. Religioso al contrario per il pubblico, quando il cantante viene lasciato in un cono di luce con la sola chitarra per l’esecuzione di “Exit Music”. Surreale. Eppure non è finita, Jonny Greenwood magheggia come solito e appena conclusa la partita intromette tra gli accordi le voci dei radiocronisti italiani esaltati dalla vittoria della Nazionale sulla Francia. “Idioteque”, preceduta da una straordinaria versione di “You And Whose Army”, occhi negli occhi con il pubblico, chiude l’esibizione del primo giorno. “Paranoid Android” è l’ultimo gioiello della seconda serata e della puntata milanese del tour europeo del gruppo inglese. Prima di mezzanotte è già ora di sfollare, in linea con le raccomandazioni della band sull’utilizzo del trasporto pubblico. Sembra troppo presto e forse lo è, ma si tratta di un’impressione cui la musica dei Radiohead ha abituato da anni.

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martedì, 10 giugno 2008
Casal di Principe, addio "Hollywood"

Fino al 22 giugno ogni sabato e domenica saranno in mostra nella villa confiscata al boss dei casalesi Walter Schiavone, i progetti di sei artisti impegnati nella riqualificazione di altrettanti terreni confiscati dallo Stato nell'agro aversano. L'esposizione è stata allestita nel salone della tenuta simbolo, con la sua somiglianza alla residenza di Tony Montana in "Scarface", del potere del clan. Ad Agrorinasce.org, consorzio che riunisce sei diversi Comuni della zona per il rilancio del territorio, si possono richiedere gli inviti per i prossimi due fine settimana. Dopodiché anche "Villa Scarface" cambierà volto e impianto per accogliere un centro di riabilitazione dedicato a sportivi e diversamente abili. 
La storia di "Hollywood", come era chiamata in paese, finisce qui.

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giovedì, 29 maggio 2008
Due "megadiscariche" per Terzigno

Terzigno e Chiaiano. Il decreto legge varato dal governo il 23 maggio per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania nella sola provincia di Napoli ha indicato, oltre a Chiaiano, altri due siti da adibire a discarica, entrambi nel Comune di Terzigno. Per localizzare geograficamente la cittadina basta pensare alla famosa immagine della Napoli da cartolina, con il Vesuvio sullo sfondo, Terzigno sorge con i suoi 17 mila abitanti alle falde del vulcano dalla parte opposta. Quella che le cartoline non mostrano. Su questo versante il profilo del cratere e del vicino monte Somma si scambiano di posto vegliando le aree naturali protette del Parco nazionale del Vesuvio e le viticolture doc del famoso Lacryma Christi. Un tempo anche da qui era possibile raggiungere la cima passando tra campi, maneggi e ginestre.

Il sito di Pozzelle. Oggi imboccando una traversa della via Panoramica, nel territorio del Parco, costeggiando le colture e sorpassando costruzioni abusive sistemate in ordine sparso, è possibile raggiungere località Pozzelle, l’ex Sari. È una discarica ora dismessa, attiva tra il 1988 e il 1994 nello stoccaggio di rifiuti solidi urbani per un totale di 900 mila tonnellate di rifiuti smaltiti. Nel giugno del 2007 con le strade del napoletano invase dalla spazzatura era stata a un passo dalla riapertura e la cittadinanza insorse, organizzandosi in comitati, occupando la stazione ferroviaria di Pompei e il municipio di Terzigno. Alla fine non se ne fece niente.
 
Il sito di Cava Vitiello. Cava Vitiello si trova poco più avanti e prende il nome dai proprietari. Cinque generazioni di Vitiello hanno vissuto dei profitti dello scavo e della lavorazione della pietra lavica. Erano qui prima dell’istituzione del Parco nazionale nel 1995 e il conseguente blocco dell’estrazione. Oggi lavorano la pietra proveniente dall’Etna, ci racconta uno dei sei fratelli soci dell’azienda. L’impresa però, da venti e più dipendenti, è stata costretta a ridurre a sei i lavoratori in organico. A cava Vitiello, comunque, nessuno si è fatto ancora vivo per discutere della discarica che verrà.
 
Parco nazionale del Vesuvio. Il territorio del Parco, più di otto mila ettari è stato sottoposto dal ’95 a una severa tutela del patrimonio ambientale e fa effetto, nel decalogo posto all’ingresso dei sentieri diretti nella riserva, leggere tra gli altri il divieto di depositare rifiuti nell’area. Tanto più ai terzignesi e a chi, non solo tra loro, ha costruito - “fravecato” come dicono in zona - all’interno dell’area protetta, bloccato dalle istituzioni che nonostante le parole rassicuranti del sindaco Auricchio (Pdl), a colloquio ieri con Bertolaso, potrebbero presto spedire nell’area migliaia di tonnellate di rifiuti.

Ultim'ora: i comitati civici. Dopo un primo momento di relativa calma e silenzio da parte dei comitati civici è stata annunciata per questa sera un'assemblea pubblica. In piazza Troiano alle ore 20.00 l'appuntamento dei cittadini di Terzigno appartenenti ai diversi comitati di zona che si oppongono all'apertura delle due "megadiscariche".

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mercoledì, 28 maggio 2008
Come eravamo (1973) Pollack

Il melodramma. Io odio il melodramma.
Secondo un vecchio manuale di cinema un melodramma può dirsi iniziato veramente solo con una scena in particolare, in cui gli sguardi dei protagonisti si incrociano. Come eravamo frantuma il riconoscimento iniziale, confondendo quegli occhi, mischiandoli a quelli di tanti altri in un assembramento affollato, dove lui vede lei come per la prima volta. Poi gli sguardi si diradano in buona parte, ma siamo pur sempre in un’aula. In cui lei ascolta le parole di lui lette dal professore e quelle parole le si scolpiscono nel cervello.
Il cervello che non stacca mai, le rimprovera lui quando finalmente si incontrano i loro occhi da soli. Lei abbassa i suoi allora, più di una volta, per poi continuare a fissarlo fintanto durante il resto del film da costringere lui alla fine a guardare a terra e sparire.
Odio i melò.

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domenica, 25 maggio 2008
Roberto Saviano, un inquilino scomodo

Lasciano riflettere le resistenze opposte da proprietari e condomini alla richiesta di locazione di un appartamento a Napoli, quartiere Vomero, da parte di un'agenzia immobiliare per conto di Roberto Saviano.
"Bravissimo", "coraggioso come pochi", "un esempio", "ce ne fossero...". Sono questi i giudizi dei napoletani sul giornalista e scrittore, autore del best-seller "Gomorra" e del film in concorso al Festival di Cannes per la regia di Matteo Garrone.
Lo hanno conosciuto divorando il suo libro o dopo averne apprezzato in televisione e sui giornali le parole di denuncia sull'impero economico malavitoso dei clan, eppure alla domanda a bruciapelo: "E se domani Saviano venisse ad abitare sul suo pianerottolo?", tutti tradiscono una reazione emotiva.
Si distingue il coraggio dei giovani e la fermezza di pochi, dove per lo più serpeggia celata, ma non troppo, la paura.
La
video-inchiesta composta e pubblicata per il CorriereDelMezzogiorno.it sull'argomento.

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