Paperback writer

Paperback writer
Paperback writer - paperback writer

Dear Sir or Madam,
will you read my book?
It took me years to write,
will you take a look?
It's based on a novel by a man
named Lear
And I need a job, so I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

It's the dirty story of a dirty man
And his clinging wife
doesn't understand.
His son is working for the Daily Mail,
It's a steady job but he wants to be a paperback writer,
Paperback writer.

Paperback writer

It's a thousand pages,
give or take a few,
I'll be writing more in a week or two.
I can make it longer
if you like the style,
I can change it round and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

If you really like it
you can have the rights,
It could make a million
for you overnight.
If you must return it,
you can send it here
But I need a break and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

Paperback writer

Paperback writer - paperback writer
Paperback writer - paperback writer

The Beatles

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

Accartocciato
*loading*
volte

lunedì, 07 luglio 2008
Luci a Poggioreale

Le immagini delle corse clandestine che si corrono ogni sabato nell'immediata vicinanza della stazione di Napoli. A due passi dal Centro direzionale e dal cimitero di Poggioreale, in via De Roberto. Cavalli lanciati in mezzo a cortei di motorini, tra urla e clacson a folle velocità per oltre un chilometro. Un chilometro di strada groviera, asfalto coi buchi.
A volte i calessi tornano indietro e ripartono, altre volte continuano pericolosamente la sgroppata in stradine ancora più strette mettendo a rischio l'incolumità dei passanti.

NB. Se non hai chiesto un invito dalle pagine di Youtube per la visione, il video inserito in questa pagina risulterà irreperibile. Puoi sempre richiedere il libero accesso ai video se hai un account Youtube, segnalando l'utente "SandroDiDomenico" come amico. Altrimenti, più semplicemente, per i video venduti e pubblicati dal CorriereDelMezzogiorno(.it) ti basterà seguire i link apposti all'interno degli articoli o leggere più assiduamente il giornale online :)

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 14:32 | link | commenti
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, approfondimenti, cronaca, inchiesta, song e napule

venerdì, 04 luglio 2008
Cohen & McCormac's No Country For Old Men

Llewelyn Moss and his pick-up in the movie

- If I don't come back tell Mother I love her.
- Your mother's dead, Llewelyn.
- Well then. I'll tell her myself.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 12:33 | link | commenti (2)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, cultura e spettacoli

giovedì, 12 giugno 2008
Pescatori napoletani: "Caro Gasolio, ti scrivo"

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 15:12 | link | commenti (1)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, cronaca, costume e società, view economi, song e napule

sabato, 07 giugno 2008
Uno, due, tre

Una vita difficile (1961), Il sorpasso (1962), I mostri (1963). Si possono dirigere tre film come questi un anno dopo l'altro? Dino Risi c'è riuscito. In una carriera infinita di regista e sceneggiatore incorniciata non a caso da un Leone d'oro alla carriera. E oggi è morto, aveva 91 anni.
Ho dovuto spulciare e rispulciare Paperback perché non credevo d'esser riuscito a non parlare mai di Una vita difficile, un pezzo di storia italiana, una perla del cinema italiano e anche un trattato complesso sulla dignità degli uomini.

Nonostante tutto, Magnozzi non accetterà la generosa offerta.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 22:58 | link | commenti
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, costume e società, necrologi

mercoledì, 28 maggio 2008
Come eravamo (1973) Pollack

Il melodramma. Io odio il melodramma.
Secondo un vecchio manuale di cinema un melodramma può dirsi iniziato veramente solo con una scena in particolare, in cui gli sguardi dei protagonisti si incrociano. Come eravamo frantuma il riconoscimento iniziale, confondendo quegli occhi, mischiandoli a quelli di tanti altri in un assembramento affollato, dove lui vede lei come per la prima volta. Poi gli sguardi si diradano in buona parte, ma siamo pur sempre in un’aula. In cui lei ascolta le parole di lui lette dal professore e quelle parole le si scolpiscono nel cervello.
Il cervello che non stacca mai, le rimprovera lui quando finalmente si incontrano i loro occhi da soli. Lei abbassa i suoi allora, più di una volta, per poi continuare a fissarlo fintanto durante il resto del film da costringere lui alla fine a guardare a terra e sparire.
Odio i melò.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 00:05 | link | commenti (1)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, commenti, approfondimenti, intervalli, cultura e spettacoli

mercoledì, 14 maggio 2008
The Accidental Tourist

I'm beginning to think it's not
just how much you love someone.
Maybe what matters is..
..who you are when you're with them.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 00:27 | link | commenti
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, intervalli, una indovina mi disse, cultura e spettacoli

lunedì, 28 aprile 2008
Carlo Perrone, Il Secolo XIX e il futuro dei giornali

Dinoccolato e dai modi aristocratici, per metà francese, Carlo Perrone è a capo del Gruppo Editoriale Perrone che controlla “Il Secolo XIX” e le società multimediali correlate. Il quotidiano genovese è legato da oltre 100 anni al nome della sua famiglia, una delle più importanti dinastie dell’editoria italiana, di cui Carlo è l’ultimo discendente.
Pronipote di Ferdinando Maria Perrone, proprietario a inizio Novecento anche dell’Ansaldo, Carlo Perrone è il figlio di Alessandro, l’editore-direttore del “Secolo XIX” e del “Messaggero” insieme che nel 1974, vendendo alla Montedison di Eugenio Cefis il quotidiano romano, portò al definitivo consolidamento del gruppo attorno al “Decimonono”, fissando al contempo l’esclusivo interesse della famiglia nel campo editoriale.
Carlo Perrone è stato impegnato in questi anni a modellare “Il Secolo XIX” secondo le esigenze editoriali del XXI secolo e in una lezione-seminario alla “Sapienza” di Roma organizzata nell’ambito del corso semestrale di Storia del giornalismo dalla professoressa Paola Salvatori, capovolgendo il punto di vista di una classe di aspiranti giornalisti, li ha fatti entrare in poltrona nelle stanze di un consiglio di amministrazione, illustrando la situazione di mercato e il piano strategico editoriale del Gruppo Perrone per il futuro: “Un tempo l’editore usava tenere una posizione ‘conservativa’, ma oggi la tecnologia non permette piani a tre o cinque anni. E con l’avvento delle nuove tecnologie il lettore non accetta più l’idea di pagare per ottenere delle informazioni”.
Nella diatriba tra apocalittici e integrati sulla fine del giornale in formato cartaceo, Perrone si situa tra gli apocalittici, pronosticandone una prossima fine, pur senza datarla con precisione. Questo spiega il recente lancio di Radio19, l’emittente radiofonica del gruppo, con trasmissioni via etere in tutta la Liguria, lì dove è radicato il giornale grazie al lavoro di sette diverse redazioni locali, ma anche l’accordo in “syndication” (in gruppo, di concerto) con “L’Unione Sarda”, “Il Tempo”, “Il Sole24ore” per la vendita di spazi pubblicitari sulle rispettive pagine web, in modo da contrastare la raccolta al momento preminente dei due giornali italiani online più cliccati, “Repubblica” e “Corriere”.
“In futuro le persone viaggeranno di più e con più disinvoltura, ancora maggiore sarà l’espansione di macchine digitali a documentare la vita quando accade” ha insistito Perrone, sottolineando l’interesse dei lettori a dialogare con le notizie e con chi le scrive, adducendo l’esempio estremo di Ohmynews, sito web coreano basato su corrispondenze freelance da tutto il mondo e su un ordine di impaginazione dettato semplicemente dai clic dei lettori.
“Come deve regolarsi un giornale che ha bisogno di ammodernare il proprio centro stampa? Di che rotative munirsi?” sono questi i dubbi di qualunque editore oggi. Carlo Perrone, in particolare, per il futuro prevede un “piano di ristrutturazione con accordi sindacali tra poligrafici e giornalisti. I giornalisti - conclude - saranno meno e lavoreranno per tutti i media e i supporti”.
Numeri non certo confortanti per gli studenti che lentamente si avvicinano alla professione, ma una chiara indicazione a investire nell’ambito della formazione sull’applicazione delle nuove tecnologie in campo giornalistico.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 15:05 | link | commenti
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, approfondimenti, scienza e tecnologia, penna capitale



Heracleum blog & web tools