Paperback writer

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Paperback writer - paperback writer

Dear Sir or Madam,
will you read my book?
It took me years to write,
will you take a look?
It's based on a novel by a man
named Lear
And I need a job, so I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

It's the dirty story of a dirty man
And his clinging wife
doesn't understand.
His son is working for the Daily Mail,
It's a steady job but he wants to be a paperback writer,
Paperback writer.

Paperback writer

It's a thousand pages,
give or take a few,
I'll be writing more in a week or two.
I can make it longer
if you like the style,
I can change it round and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

If you really like it
you can have the rights,
It could make a million
for you overnight.
If you must return it,
you can send it here
But I need a break and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

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The Beatles

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mercoledì, 28 maggio 2008
Come eravamo (1973) Pollack

Il melodramma. Io odio il melodramma.
Secondo un vecchio manuale di cinema un melodramma può dirsi iniziato veramente solo con una scena in particolare, in cui gli sguardi dei protagonisti si incrociano. Come eravamo frantuma il riconoscimento iniziale, confondendo quegli occhi, mischiandoli a quelli di tanti altri in un assembramento affollato, dove lui vede lei come per la prima volta. Poi gli sguardi si diradano in buona parte, ma siamo pur sempre in un’aula. In cui lei ascolta le parole di lui lette dal professore e quelle parole le si scolpiscono nel cervello.
Il cervello che non stacca mai, le rimprovera lui quando finalmente si incontrano i loro occhi da soli. Lei abbassa i suoi allora, più di una volta, per poi continuare a fissarlo fintanto durante il resto del film da costringere lui alla fine a guardare a terra e sparire.
Odio i melò.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 00:05 | link | commenti (1)
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lunedì, 19 maggio 2008

Clicca sul maggio di De AndréSe capitate davanti a un palco dove il bassista suona pure chitarra e tastiera mentre il chitarrista suona solo e soltanto dando le spalle a tutti, e armeggia tra mixer, effetti.. c’è una seria probabilità siate a un concerto degli Offlaga Disco Pax.
Vabbe’, ora concentratevi sul cantante. Per averne la certezza il cantante ha bisogno di una panza sostanziosa, di armeggiare tra elenchi del telefono, cd, merendine dalle confezioni strane, ma soprattutto di non cantare. Deve recitare piuttosto, e su ogni pezzo dare prima due o tre colpi di testa all’aria come stesse partendo a spaccare  manco fosse un metallaro dai capelli fino al culo. Solo due o tre però. Poi basta.
Se tutto fila potete essere certi di trovarvi al cospetto degli Offlaga Disco Pax from Reggio Emilia, dicevo: Enrico Fontanelli, Daniele Carretti e Max Collini in ordine di superficiale descrizione. Socialismo tascabile, ricordi e memorie di comunismo (inconsciamente certo e comunque per forza anche catto-) andato tra Kappler, Lenin, Sotomayor, fascismi e ideologia, ma prima di tutto storie. Schiette, divertenti, musica finalmente decente senza cazzeggi eccessivi o sbavature. Perfezioni. Noie innecessarie pure. Eh. Quando hai sempre lo stesso tono di voce e fai le stesse pause tra due parole decisive a fine paragrafo, capita anche che tra chi ti ascolta inizino a fioccare le imitazioni con diffusi “passami la birra.. ..PERPIA-CERE!” tra una canzone e l’altra e irriverenti “andiamo a salutarli parlando tutti così?” a fine concerto peraltro applaudito con calore e comunemente apprezzato. A partire dai conoscenti della sola Robespierre, ai meno peggio conoscenti, ai tuttologi degli ODP. Disponibili con autografi e proprie produzioni, a prezzo politico (ovvio) e grazie diffusi (la gente perbene si sa distinguere).
Bando alle ciance. Pezzi forti del menù:
 
Tono metallico standard
Dove ho messo la golf?
Kappler
 
La classifca di gradimento è sparsa. Più probabilmente o inversa.

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giovedì, 01 maggio 2008
Rincari, benzina verde verso 1,50 euro al litro

Napoli, 30 aprile 2008

Il costo di benzina verde e diesel si avvicina a Napoli al tetto record di 1,50 euro al litro. Oggi scade infatti lo sconto di 2 centesimi sulle accise previsto nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi e a quel punto toccherà al nuovo governo, il cui insediamento è previsto per metà maggio, deciderne o meno il rinnovo. Intanto in centro città il costo della benzina arriva a toccare anche quota 1,49 euro per la verde senza piombo e 1,44 euro al litro per la diesel, una crescita di 20 centesimi di euro in dodici mesi se riportata ai dati sul costo del carburante rilevati dal ministero dello Sviluppo Economico a maggio 2007.
Eppure gli automobilisti napoletani continuano a rifiutare l'alternativa rappresentata dal trasporto pubblico confidando nelle scelte del prossimo governo Berlusconi e perfino i passeggeri fermi alle banchine del pullman dicono di rimpiangere la macchina, a qualunque costo.

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venerdì, 25 aprile 2008
Maurizio e i Rivoluzionari di ieri

Nel 1945 il presidente del Consiglio era Ferruccio Parri, il partigiano “Maurizio”.
A guardarla da lontano, la storia politica dell’Italia dal Dopoguerra a oggi sembra la storia di un lento declino: De Gasperi, Moro, Andreotti, Craxi, Berlusconi.
Il tutto condito da picchi di stupidità inaudita e ottuso tornaconto personale.
Il 25 aprile del ’69 le prime bombe alla Stazione Centrale e allo stand Fiat della Fiera di Milano inauguravano la lunga stagione della tensione in Italia con le sue derive terroriste e stragiste.
Nell’aprile del 1981 le intercettazioni telefoniche chiarivano i legami tra il mafioso Vittorio Mangano, impiegato ad Arcore in qualità di stalliere da Silvio Berlusconi, e Marcello Dell’Utri, impegnati in attività di riciclaggio di denaro.
 
Nel novembre del '45, nel giorno delle sue dimissioni da capo del governo, Carlo Levi descrisse Parri come “un crisantemo sopra un letamaio” e a chi ne aveva criticato lo scarso potere di rappresentanza rivolse queste parole:
 
Il suo corpo stesso pareva fatto di questi dolori, essi scorrevano nel suo sangue: la sua pelle aveva il colore delle ossa biancheggianti nei campi.

Dicevano che non fosse un uomo politico, che non rappresentasse nessuna forza reale, che non sapesse destreggiarsi nel giuoco avviluppato degli interessi, che non fosse altro che un personaggio simbolico e neutrale.

Ma egli rappresentava, o ne era piuttosto costruito, qualche cosa che non è negli schemi politici; una cosa nascosta e senza nome, uguale in tutti e indeterminata, ripetuta milioni di volte in milioni di modi eternamente uguali: i morti freddi sotto la terra, la sofferenza di ogni giorno, e il coraggio che la nasconde.

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venerdì, 29 febbraio 2008
Kill Complaints

Chill'

A Napoli la colpa è sempre di quello.

Chill'.

Kill..

Ma nisciun' dice o fa nient'. E le eccezioni.. sono poche, equivalgono a nisciun'.

Togliete alla città una seria educazione per i suoi figli.
Rendete fallimentari le imprese di quella città.
Poi offrite ai fiori, a chi tiene duro ed emerge un'opportunità altrove.
Sventrate le aziende.
Diventerà asfittico il commercio.
Gli angoli bui indosseranno gli stracci o le griffe della criminalità.
Le strade si riempiranno di anziani e bambini.
Le erbacce saranno abbandonate a marcire.
Ma a Natale saranno tutti contenti, fiori ed erbacce.

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martedì, 12 febbraio 2008
Approfondimenti, casa centrosinistra

Blissett, il moderatore Wu Ming
I due interventi che seguono erano relegati ingiustamente in sede di commento dell’articolo di O’Neill. Ho pensato di pubblicarli chiaramente e per esteso perché a parer mio testimoniano un tentativo di riassetto mentale oltre che elettorale di differenti modi di intendere il centrosinistra: più centro o più sinistra, nel caso. Dov’è la delusione per un governo Prodi “interruptus”? Non c’è, in fin dei conti prevale la speranza per un futuro migliore, più vicino ai propri ideali dopo il riordino e la ristrutturazione delle formazioni politiche comportato volenti o nolenti dalla nascita del Partito democratico di Veltroni.



Personalmente non condivido l'analisi di O’Neill, in quanto ritengo il fatto che il Pd vada da solo, un vantaggio per la sinistra che finalmente ha l'opportunità di presentarsi agli elettori senza dover scendere a compromessi con altri soggetti politici. Inoltre credo che il Pd non sia portatore di nessuna novità, di nessun buon vento.
Caro O’Neill, i partiti sono fatti di uomini e nel Pd si sono mischiati ex comunisti ed ex democristiani. Insomma un intreccio di persone che ha smarrito lungo la strada i propri valori ed ideali. Ex comunisti con la sete di governare ed ex democristiani con la fame degli affari.
Io credo che l'unità delle sinistre in questo scenario deprimente possa seriamente rappresentare il punto dal quale ripartire.
Lavoro, diritti, salari, pensioni, sicurezza: bisogna ripartire dalle proposte e dai contenuti. C'è la necessità di partire dai bisogni dei cittadini, dai bambini, dai precari, dai disoccupati, dai pensionati, dagli operai, da tutte quelle famiglie che non arrivano a fine mese. Partire dai programmi, partire dai reali bisogni della gente.
Renin
 
Renin, tu parli dell’unità delle sinistre come un punto dal quale ripartire. Anzi, tu parli di un’unica sinistra. Beh… io non solo non riesco a credere che da un giorno all’altro tre partiti possano diventare uno, ma sostengo anche che l’unità oggi raggiunta non sia mai stata inseguita né realmente desiderata prima del Pd. Ricordo, tempo fa, un timido tentativo di coesione tra Verdi e Pdci, e ricordo che molti “compagni” rifiutarono di abbandonare il simbolo della falce e il martello, preferendo mandare in pensione il vecchio compagno Cossutta, principale promotore dell’idea.
Certo presentarsi agli elettori senza compromessi è un vantaggio per qualunque formazione politica, ma non credo possa esserlo per la sinistra arcobaleno che è essa stessa un compromesso (elettorale). Alla luce della scelta del Pd e dell’attuale legge elettorale, l’aggregazione delle sinistre era inevitabile. Quanti partiti credi riuscirebbero da soli a superare le soglie di sbarramento?
Il Pd, per quanto tu possa criticarne la composizione, è un progetto politico frutto di un percorso lungo ed inevitabilmente doloroso, che ha messo insieme due partiti di distinta derivazione ideologica sulla base di idee e valori condivisi. Ciò che invece sembra aver unito la sinistra radicale non è tanto la comunione di valori ed ideali, che pure sarebbe naturale per storia e ideologie, quanto piuttosto l’esigenza di superare le soglie di sbarramento che questa legge elettorale fissa per i partiti fuori coalizione.
O’Neill

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venerdì, 04 gennaio 2008
Io a capodanno sparo. Tanto è a salve, no?

Da due anni durante lo stesso giorno, l’ultimo dell’anno, assisto alla stessa scena nello stesso luogo. Un ragazzo ha una pistola in mano, la tiene ben in vista e ogni tanto la punta in aria e spara.
Il 31 dicembre del 2006, il buon amico Neuron destreggiandosi malamente con la sua macchina nei vicoli di Napoli, nei pressi di Montedidio dietro piazza del Plebiscito, dove abita, per poco non investe il ragazzo e la pistola.. senza accorgersi di nulla. Un anno dopo, il 31 dicembre 2007 mentre Neuron faticosamente prova a parcheggiare la stessa automobile sul marciapiedi sotto casa, io che sul marciapiedi mi sto dimenando inutilmente per aiutarlo, osservo passarmi davanti un motorino. Il ragazzo che siede dietro mi guarda soddisfatto, impugna la pistola, spara due colpi in aria farfugliando qualcosa, il mezzo accelera e vola via. Il buon vecchio Neuron naturalmente.. non ha visto niente.
Entrati in casa, aiuto Micia, consorte di Neuron, nella preparazione del cenone e le racconto la storia. Lei la pistola del 2006 l’ha vista come me e se ne ricorda. Su quella del 2007 alzo le spalle e le dico: “Io non l’avrei puntata in aria. Se proprio avessi dovuto sparare avrei mirato”. E le faccio vedere come.
“Tanto è caricata a salve, mica puoi caricarci dei proiettili veri?! A sparare in aria tra i palazzi rischi comunque di colpire qualcuno. Chi cazzo rischia la galera a capodanno per sparare due colpi in aria? Era a salve. Sicuro..”
Il primo giorno dell’anno mi capita sott’occhio questo.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 00:26 | link | commenti (4)
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