Paperback writer

Paperback writer
Paperback writer - paperback writer

Dear Sir or Madam,
will you read my book?
It took me years to write,
will you take a look?
It's based on a novel by a man
named Lear
And I need a job, so I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

It's the dirty story of a dirty man
And his clinging wife
doesn't understand.
His son is working for the Daily Mail,
It's a steady job but he wants to be a paperback writer,
Paperback writer.

Paperback writer

It's a thousand pages,
give or take a few,
I'll be writing more in a week or two.
I can make it longer
if you like the style,
I can change it round and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

If you really like it
you can have the rights,
It could make a million
for you overnight.
If you must return it,
you can send it here
But I need a break and I want to be a paperback writer,
Paperback writer.

Paperback writer

Paperback writer - paperback writer
Paperback writer - paperback writer

The Beatles

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

Accartocciato
*loading*
volte

venerdì, 25 aprile 2008
Maurizio e i Rivoluzionari di ieri

Nel 1945 il presidente del Consiglio era Ferruccio Parri, il partigiano “Maurizio”.
A guardarla da lontano, la storia politica dell’Italia dal Dopoguerra a oggi sembra la storia di un lento declino: De Gasperi, Moro, Andreotti, Craxi, Berlusconi.
Il tutto condito da picchi di stupidità inaudita e ottuso tornaconto personale.
Il 25 aprile del ’69 le prime bombe alla Stazione Centrale e allo stand Fiat della Fiera di Milano inauguravano la lunga stagione della tensione in Italia con le sue derive terroriste e stragiste.
Nell’aprile del 1981 le intercettazioni telefoniche chiarivano i legami tra il mafioso Vittorio Mangano, impiegato ad Arcore in qualità di stalliere da Silvio Berlusconi, e Marcello Dell’Utri, impegnati in attività di riciclaggio di denaro.
 
Nel novembre del '45, nel giorno delle sue dimissioni da capo del governo, Carlo Levi descrisse Parri come “un crisantemo sopra un letamaio” e a chi ne aveva criticato lo scarso potere di rappresentanza rivolse queste parole:
 
Il suo corpo stesso pareva fatto di questi dolori, essi scorrevano nel suo sangue: la sua pelle aveva il colore delle ossa biancheggianti nei campi.

Dicevano che non fosse un uomo politico, che non rappresentasse nessuna forza reale, che non sapesse destreggiarsi nel giuoco avviluppato degli interessi, che non fosse altro che un personaggio simbolico e neutrale.

Ma egli rappresentava, o ne era piuttosto costruito, qualche cosa che non è negli schemi politici; una cosa nascosta e senza nome, uguale in tutti e indeterminata, ripetuta milioni di volte in milioni di modi eternamente uguali: i morti freddi sotto la terra, la sofferenza di ogni giorno, e il coraggio che la nasconde.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 11:32 | link | commenti
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, politica, commenti, approfondimenti

venerdì, 11 aprile 2008
Lezione alla Sapienza di Storia del giornalismo per la cattedra retta dalla prof.ssa Paola Salvatori

Editori puri e giornali. "L'Espresso" di Carlo Caracciolo dal 1957 al 1974.

Una lezione in cui si è parlato anche di:

Dopoguerra
Scenario politico italiano e internazionale
Proprietà e tirature dei giornali
Formato e prezzo di vendita di quotidiani e settimanali
Arrigo Benedetti, Eugenio Scalfari e Camilla Cederna
La strage di piazza Fontana e gli scoop dimenticati sul golpe Borghese
Strategia della tensione
L'attendibilità delle fonti istituzionali
Commissione stragi

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 13:07 | link | commenti (1)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
politica, approfondimenti, inchiesta, info di servizio, penna capitale

venerdì, 04 aprile 2008
Per tutti è uno scandalo, per nessuno è degno di biasimo

Spazi pubblicitari riservati, barriere di recinzione dei cantieri stradali e della metropolitana, ancora muri, centraline telefoniche o dell’energia, la lotta delle affissioni per la campagna elettorale in corso non si ferma davanti a nulla e oggi è stato il giorno del Partito della libertà. Da piazza Amedeo alla stazione Centrale, Napoli si è risvegliata tappezzata delle insegne azzurre del Pdl in vista dell’appuntamento delle ore 18.00 in piazza Plebiscito per il comizio di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 23:03 | link | commenti (5)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
politica, costume e società, song e napule

martedì, 12 febbraio 2008
Approfondimenti, casa centrosinistra

Blissett, il moderatore Wu Ming
I due interventi che seguono erano relegati ingiustamente in sede di commento dell’articolo di O’Neill. Ho pensato di pubblicarli chiaramente e per esteso perché a parer mio testimoniano un tentativo di riassetto mentale oltre che elettorale di differenti modi di intendere il centrosinistra: più centro o più sinistra, nel caso. Dov’è la delusione per un governo Prodi “interruptus”? Non c’è, in fin dei conti prevale la speranza per un futuro migliore, più vicino ai propri ideali dopo il riordino e la ristrutturazione delle formazioni politiche comportato volenti o nolenti dalla nascita del Partito democratico di Veltroni.



Personalmente non condivido l'analisi di O’Neill, in quanto ritengo il fatto che il Pd vada da solo, un vantaggio per la sinistra che finalmente ha l'opportunità di presentarsi agli elettori senza dover scendere a compromessi con altri soggetti politici. Inoltre credo che il Pd non sia portatore di nessuna novità, di nessun buon vento.
Caro O’Neill, i partiti sono fatti di uomini e nel Pd si sono mischiati ex comunisti ed ex democristiani. Insomma un intreccio di persone che ha smarrito lungo la strada i propri valori ed ideali. Ex comunisti con la sete di governare ed ex democristiani con la fame degli affari.
Io credo che l'unità delle sinistre in questo scenario deprimente possa seriamente rappresentare il punto dal quale ripartire.
Lavoro, diritti, salari, pensioni, sicurezza: bisogna ripartire dalle proposte e dai contenuti. C'è la necessità di partire dai bisogni dei cittadini, dai bambini, dai precari, dai disoccupati, dai pensionati, dagli operai, da tutte quelle famiglie che non arrivano a fine mese. Partire dai programmi, partire dai reali bisogni della gente.
Renin
 
Renin, tu parli dell’unità delle sinistre come un punto dal quale ripartire. Anzi, tu parli di un’unica sinistra. Beh… io non solo non riesco a credere che da un giorno all’altro tre partiti possano diventare uno, ma sostengo anche che l’unità oggi raggiunta non sia mai stata inseguita né realmente desiderata prima del Pd. Ricordo, tempo fa, un timido tentativo di coesione tra Verdi e Pdci, e ricordo che molti “compagni” rifiutarono di abbandonare il simbolo della falce e il martello, preferendo mandare in pensione il vecchio compagno Cossutta, principale promotore dell’idea.
Certo presentarsi agli elettori senza compromessi è un vantaggio per qualunque formazione politica, ma non credo possa esserlo per la sinistra arcobaleno che è essa stessa un compromesso (elettorale). Alla luce della scelta del Pd e dell’attuale legge elettorale, l’aggregazione delle sinistre era inevitabile. Quanti partiti credi riuscirebbero da soli a superare le soglie di sbarramento?
Il Pd, per quanto tu possa criticarne la composizione, è un progetto politico frutto di un percorso lungo ed inevitabilmente doloroso, che ha messo insieme due partiti di distinta derivazione ideologica sulla base di idee e valori condivisi. Ciò che invece sembra aver unito la sinistra radicale non è tanto la comunione di valori ed ideali, che pure sarebbe naturale per storia e ideologie, quanto piuttosto l’esigenza di superare le soglie di sbarramento che questa legge elettorale fissa per i partiti fuori coalizione.
O’Neill

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 12:57 | link | commenti (1)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, politica, commenti, approfondimenti

domenica, 10 febbraio 2008
Pd tra azzardo e lungimiranza

La scelta del Partito democratico di correre da solo alle prossime elezioni è destinata a mutare lo scenario politico al quale oramai ci eravamo abituati e che era caratterizzato da due coalizioni contrapposte. Con ogni probabilità, il prossimo 13 Aprile gli elettori dovranno scegliere, fondamentalmente, tra una coalizione e ed un partito. Per l’esattezza, tra una coalizione di centrodestra, un grosso partito di centrosinistra e un numero non specificato di partiti di sinistra.

La prematura caduta del governo Prodi, infatti, ha portato il Pd ad osare, con una scelta coraggiosa, nuova, di rottura verso un passato fallimentare. Scelta che ha il sapore dell’azzardo, che con ogni probabilità non rovescerà l’esito scontato delle prossime elezioni, ma che tutto sommato è comprensibile, per diverse ragioni.
In primo luogo, non avrebbe senso presentare agli elettori una coalizione fotocopia di quella colpevole del crollo di sei governi in sette anni di legislatura (cinque caddero tra il ‘96 e il 2001) e che neanche un fantomatico programma, fabbricato con tanta fatica (sprecata) da Prodi, è riuscito a tenere unita. L’Italia ha bisogno di stabilità non certo di altre elezioni nel 2010, e questo gli italiani lo sanno bene.
La scelta di correre da soli, inoltre, è coerente con i propositi di Ds e Margherita. Il Pd è stato costruito con l’intento di dare all’Italia un grande partito moderato di sinistra, capace di calamitare gli alleati della sinistra radicale e di centro, piuttosto che essere costretto a rincorrerli (come invece ha sempre dovuto fare il povero Prodi).
Non a caso tale scelta sembra spaventare, più che i dirigenti del Pd, i suoi ormai ex alleati. Tra questi c’è chi teme di non superare le rigide soglie di sbarramento che la legge elettorale fissa per i partiti non coalizzati e chi teme che lo spazio per i piccoli partiti possa ridursi. Del resto un Pd solitario potrebbe giovarsi dell’amarezza e della delusione degli elettori di questi partiti. Il fallimento e le difficoltà congenite dell’Unione non possono non essere attribuite ai vari Mastella, Diliberto, Pecoraro Scanio, etc. E’ quindi lecito, anche se azzardato, pensare che il Pd, con un programma vero, chiaro e concreto possa espandere i suoi consensi, sia a sinistra sia al centro.
Ma la scelta del Pd sta causando non pochi turbamenti anche a destra. La Casa delle libertà non molto tempo dopo essere stata dichiarata defunta da tutti i partiti fondatori (Berlusconi aveva anche costruito il Partito del popolo o delle libertà senza invitarne gli alleati) sembra improvvisamente risorta e già pronta alle elezioni. In realtà non è affatto così. In due anni di governo Prodi non si è mai avuto l’impressione che l’opposizione fosse ancora una coalizione unita. Certo, a questo punto, le elezioni la Cdl può solo perderle e difficilmente non troverà un’intesa al suo interno sulla lista con cui presentarsi agli elettori. Resta tuttavia da valutare se Berlusconi troverà un’intesa duratura con Fini, che non mai ha nascosto l’irritazione per certi comportamenti del Cavaliere, e contemporaneamente sarà capace di accontentare un'Unione dei democratici cristinani e di centro molto più pretenziosa del 2001 e di tenere a bada la solita inquieta Lega. Alla vigilia dei quindici anni dalla sua nascita, Forza italia sembra aver esaurito parte dell’influenza e del peso politico che l’hanno da sempre contraddistinta.
In questo contesto, tutt’altro che sereno, l’idea e il coraggio di Veltroni potrebbero affascinare quegli elettori di centrodestra che hanno sempre guardato con spregio i moderati del centrosinistra perché alleati con i comunisti.
Non è, dunque, fantapolitica pronosticare un Pd che da solo alle elezioni ottenga un risultato considerevole (penso ad un 35 per cento). Certo non sarà sufficiente a vincere le elezioni, ma non è nemmeno possibile immaginare che un partito del genere, senza il fardello della sinistra radicale, sia escluso dai futuri dialoghi sulle riforme istituzionali e sulla legge elettorale. A quel punto il Pd avrà dimostrato di poter correre da solo, di poter fare a meno della sinistra radicale e allora forse non sarà più necessario rincorrere partiti e partitini a destra e a manca per formare una coalizione in grado di battere il centrodestra.
Se Veltroni sarà capace di proseguire con coerenza lungo questa strada, presentando e comunicando agli elettori un programma chiaro e concreto, sfruttando gli errori del centrodestra, ciò che oggi appare un azzardo o un suicidio politico potrebbe addirittura rivelarsi lungimirante.
  
Alaia O’Neill

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 12:44 | link | commenti (2)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, politica, cronaca

giovedì, 31 gennaio 2008
Gabbiani ipotetici

Cfr "Appoggiavo il cappotto sopra un mucchio di altri cappotti", p. 67

[..] Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani, incapaci e mafiosi,
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera,
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista,
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca.. che ci ostiniamo a chiamare ..democrazia [..]

Giorgio Gaber, gentile promemoria di blobieri

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 21:38 | link | commenti (4)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, politica, costume e società

venerdì, 25 gennaio 2008
Blob, discesa libera sui sassi

l'ex governo

Baci, baci ed abbracci
che diventano lacci
e più diventano stretti
più nascondono impicci

Come un cane ti accucci
sui tuoi poveri stracci
e piano piano vai giù
come un programma di Socci

Piano piano vai giù
ma poco dopo risorgi
solo che non ti accorgi
dei sorrisi posticci

Dei pensieri che scacci

Delle cose che lasci

Per banali capricci

Daniele Silvestri

Edito da Sandro Di Domenico © per il web alle 23:46 | link | commenti (3)
Da oggi disponibile anche su YouTube!
citazioni, politica, cronaca



Heracleum blog & web tools